il giorno che mi disse di no,
non sono morto,
Ma il cuore mi esplose
come una granata nel petto,
e le schegge arrivarono in cielo
e adesso vedo pulsare le stelle
e vedo il mio cuore a brandelli.
Dubito a volte, in silenzio,
delle cose divine.
il giorno che mi disse di no,
non sono morto,
Ma il cuore mi esplose
come una granata nel petto,
e le schegge arrivarono in cielo
e adesso vedo pulsare le stelle
e vedo il mio cuore a brandelli.
Dubito a volte, in silenzio,
delle cose divine.
non c’è canto di popolo in cui
non mi riconosca,
non c’è bocca o sguardo
che non sia anche la mia,
né parola antica, gridata
che non m’abbia partorito.
non c’è canto di popolo
più atroce di questo silenzio,
al quale mi piego, ogni mattino
genuflesso e rabbioso
solo, come un dito piegato,
pesa, un uomo,
sui tasti gommosi d’ un telecomando.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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