convivono dentro di me
due animi antitetici
uno impulsivo e rissoso
l’altro pacifico e riflessivo
nello stretto sono sempre sopraffatto dall’istinto
nelle lunghe distanze mi abbandono
invece, a pantagrueliche riflessioni.
la solitudine unisce le due parti
con un collante denso di inazione.
L’equilibrio si sposta in continuazione.
infinite sono le perturbazioni.
un nome, uno sguardo, un cambio di vento
e l’animo prende fuoco come polvere da sparo.
quante volte mi sono illuso
quante volte ho ritrattato
quante volte ho chiesto scusa
e pure mai sono cambiato.
quando il sentimento brucia nello stomaco
vanamente, senza incontrare il favore degli dei
mi lascio finire lentamente
con pochi sussulti di vita
fino ad esaurimento demoni…
e birra…
