Dal racconto inesistente: ” Io e G. ” cap.V (compromessi)

Imparammo a volerci bene nell’unica maniera possibile, 

in maniera estrema.

Ad un certo punto cominciammo a rispettare

l’uno le follie dell’altra, 

… e viceversa

Così quando io tornavo a casa ubriaco fradicio,

col labbro spaccato e la faccia sporca,

lei mi sorrideva e scuoteva il capo… 

poi però mi baciava, e se mi si rizzava

mi faceva l’amore fino a farmi perdere la coscienza.

Mentre quando lei spariva per giorni interi

senza lasciare tracce, io tenevo a bada il nervosismo.

Speravo che fosse in qualche paradiso tropicale

con le amiche di sempre, a raccontarsi la vita che si erano lasciate alle spalle.

Speravo che se la stesse spassando.

Alcune cose tra donne, si vestono di una luce che noi uomini non siamo in grado di vedere.

non c’è niente da fare.

Onestamente in tradimento non mi preoccupava.

Avevamo raggiunto, a colpi di silenzio, una intimità tale

che mi pareva di sentire le contrazioni della sua vagina,

ogni volta che godeva, ed il mio cazzo aveva un cartello appeso al collo,

e recitava a lettere insanguinate : proprietà privata.

 A me, semplicemente, andava bene così.

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