cose lontane

Un’ ansia di cose lontane,

un mare che monta tempesta

alla fine del fiume

riporta in città i detriti dei monti.

Alle volte mi lascia senza un sorriso,

sbatte una porta in faccia alle parole,

buffo capriccio senza zucchero.

un’ansia di cose lontane,

una notte troppo corta

lascia scoperti i piedi

nel mezzo dell’Inverno.

Poi qualche cosa arriva

senza una spiegazione,

una illusione liturgica

ma senza illusione,

una cosa di uomini,

ma più grande degli uomini,

una certezza di carne,

la carezza del suono,

una piccola voce si gonfia,

un temporale estivo

si fa spazio come una saetta

in un nulla di cielo,

senza muovere l’aria, nel silenzio,

uno spirito santo crudele,

una donna, un nome sinistro

innamorava con destrezza.

insonnia

la lampada sulla scrivania
continua a guardare il muro,
di notte fa una luce giallastra
come un finto tramonto,
i muri restano immobili,
non un colpo di scena.
la notte avanza 
senza che io me ne accorga.
la polvere sui libri
invece resta dov’è.

la musica stenta,
non attecchisce.
le lancette che avanzano 
non sono una buona misura del tempo.
le auto passano una alla volta,
frusciano sotto al balcone.
il resto è silenzio,
e non saprei dirlo meglio.
ci si abitua al silenzio,
e i sentimenti si adeguano
parlandosi addosso.

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