Un’ ansia di cose lontane,
un mare che monta tempesta
alla fine del fiume
riporta in città i detriti dei monti.
Alle volte mi lascia senza un sorriso,
sbatte una porta in faccia alle parole,
buffo capriccio senza zucchero.
un’ansia di cose lontane,
una notte troppo corta
lascia scoperti i piedi
nel mezzo dell’Inverno.
Poi qualche cosa arriva
senza una spiegazione,
una illusione liturgica
ma senza illusione,
una cosa di uomini,
ma più grande degli uomini,
una certezza di carne,
la carezza del suono,
una piccola voce si gonfia,
un temporale estivo
si fa spazio come una saetta
in un nulla di cielo,
senza muovere l’aria, nel silenzio,
uno spirito santo crudele,
una donna, un nome sinistro
innamorava con destrezza.
