esistono complicità così profonde
che non hanno bisogno di parole,
presenze così naturali
da fare a meno anche degli sguardi,
vedersi, è come sdraiarsi e guadare il cielo,
così comunichiamo a colpi di esistenze,
questa è l’unica fede che concepisco.
dentro lei
dentro di lei accadono cose meravigliose
devono esserci fiumi e laghi
e mari che si scontrano,
lingue sconosciute
e suoni mai ascoltati,
nascono cose che non ho mai visto,
e tutte hanno nomi mai sentiti,
Vertigini e abissi incommensurabili
si oppongono a praterie sconfinate
e campi fioriti e vento.
Io mi siedo, ragazzo di strada,
imprtinente sul recinto del suo sguardo
senza bigietto d’ingresso, e rubo!
come quando ero bambino e
alla sera rincasavo,
poggiavo il mento al davanzale
fantasticando sul bordo della notte.
quali meraviglie proibite
avrebbe portato alla luce, il buio,
scavando nelle strade?
Così adesso ogni parola risuona
come una domanda,
e tutte hanno la stessa risposta.
