certi giorni la tegola
che si è consumata
sul palazzo antico
di fronte al mio balcone
contiene più sentimento
della pietra che porto in petto,
certi altri giorni
le cose mi attraversano
e tutte lasciano un segno
del loro passaggio
dentro il mio stomaco,
mi innamoro follemente
un minuto per volta
di tutto ciò che mi circonda,
e tutto mi corrisponde
come fossimo gli amanti perfetti
che si abbandonano alla sera.
Poi cambia il vento
e spesso torno a casa di bolina,
i lampioni ormai mi riconoscono,
le porte dell’ascensore mi abbracciano
il neon ronza come una mosca azzoppata
e sento sempre il canto della vita
nell’ultimo giro di chiave
prima di andare a dormire.
