il tempo mi avrebbe atteso un altro po’,
mentre crescevo,occhi furbi e curiosi,
in mezzo alla schiuma della birra giovanile.
il tempo mi avrebbe aspettato,indicandomi
la strada meno sbagliata come un semaforo,
il tempo avrebbe saputo ingannre l’attesa,
avrebbe certamente sbuffato,ma avrebbe capito.
Mentre la vita si faceva sempre più allegra,
le mie parole diventavno fredde come una data di nascita,
adesso che la vita mi pare comunque decente,
che i problemi sono quelli della carne,
e vedo la morte come un passaggio,
i miei occhi si rallegrano alla vista del tuo collo,
come dell’alba,e sento la morte in ogni tramonto.
Sembriamo tante pistole comprate al mercato nero,
inceppate dalla polvere di tutte le frontiere messicane,
passiamo la vita intera a cancellare una matricola,
per poi scoprire non avere alcuna importanza.
