Gli invincibili,
i poeti non temono la morte,
vivono la vertigine
sull’orlo sdruciolevole del destino,
un occhio al cielo
l’altro perduto nell’abisso.
una mano stringe il pugno,
l’altra,una vanga.
Ogni giorno,
tolgo dalla terra
uno spicchio di materia
e lo lancio nell’abisso.
ogni giorno la mia carne
riempie spicchi di terra,
ogni giorno,
un occhio al cielo,
un pensiero di terra nell’abisso,
una manciata di carne nella terra.
Ogni giorno scavo
un angolo di tempo,
la mia fine,
una fossa.
