IL mare
a pochi passi di vento
sbadiglia di sbieco
la luce del sole
alle sette della sera.
la luce è buona
per i ritratti,
ed io ritratto la mia esistenza,
metto sul piatto del ristorante
una frittura dorata di totani,
contro un pensiero che
solo all’apparenza pare distratto.
Giustappunto il mare ribotta
di scrosci contro il cemento,
mezzo miglio prima della riva,
incassano montanti
i frangiflutti.
Un tavolo sul mare
è soltanto un pezzo di legno
se non ci apparecchi la vita,
e io ritratto la mia vita
avanti al mare,ma
nessuna proposta mi pare,adesso
un’alternativa valida.
Sospiro,
ho riposto gli occhiali da sole nella fondina,
il mazzo di chiavi è un macigno
nelle tasche dei pantaloni estivi,
il casco è un animale domestico
ai piedi della sedia.
Il cameriere,gentilmente,
mi chiede di avere pazienza,
gli sorrido e sussurro tra me e me,
che un piatto non è mai vuoto,
quando ci apparecchi una vita.
Buon appetito.
