Andare per mare è dare un passo nella morte,è sempre come attraversare le
colonne d’Ercole, è guardarsi dentro, smarrirsi per poi toccare di nuovo terra
e ritrovarsi sempre diversi da come si era partiti.
“Il formidabile Satana”,come lo chiamava Lorca,”il cielo caduto, per voler essere la
luce”,mi ha sempre rimandato alle distanze incommensurabili,ai vuoti,alla morte.
Quando da ragazzino leggevo questa poesia,mi sentivo ancora più piccolo di quanto
non fossi, immaginavo il cielo cadere sulle acque e le gigantesche onde, malefiche e
meravigliose, di spuma e di lame,impetuose come un incanto
terrifico,sommergevano tutto, anche la luce,
così mi ritrovavo a fissare il muro bianco della mia cameretta,con
gli occhi sgranati ,allucinati,…
ed il muro diventava lo spazio,il tempo,l’infinito,
la
morte.
