quando i pensieri si fanno modesti,
e la vita mediocre
ci tradisce e si allinea ai compromessi,
se le persiane non regalano poesie
ma soltanto corde e rumori
striduli e ferrosi
nei pomeriggi d’agosto,
e nessuna compagna
accarezza le tue parole,
quando non ti va nemmeno più
di andare al cinema da solo,
o di introdurti in una qualsivoglia vagina,
se per cena ti accendi una candela
per scaldarti alla fiamma antica dei ricordi,
e sul fondo del bicchiere ti aspetta
ancora il rosso dell’ultima goccia di vino
finito il giorno prima,
non scoraggiarti,non abbatterti,
sorridi al velluto della solitudine,
spalanca la bocca e respirala,
ricordati il suo odore di porte chiuse,
ascolta il suono della folla passeggiare sotto al balcone
e impara la vita dai loro passi,
affrancati dal gesto eclatante,
non spezzare il filo,sii uno di loro,
un numero di scarpe,la taglia della giacca,
poi sovverti l’ordine delle cose,
capirai da te il momento giusto,
saprai da solo cosa fare,ti sarà chiara la vita,
guarderai i loro volti e saranno tutti belli,
e tu sarai felice,
ma non dimenticare mai l’odore
delleporte chiuse.
