la tua bellezza è esplosa
all’improvviso,come un amore,
come lo stormo di rondini
che s’apre alla densità del mio sguardo
e lascia intravedere,per pochi istanti,
la maestosità del cielo.
come in quella foto
dove guardi in terra tra la gente,
la tua bellezza è esplosa,
e mi ha travolto
come un tuo silenzio.
Mi addormenta,col sorriso,
il tuo odore di albicocca,
ricopre di velluto
qualsiasi accenno di cinismo.
Guardando Mastroianni.
bruciamo una vita
tra i venti della febbre,
nella ricerca spasmodica
di una patinata felicità,
per poi ingrigire placidamente
sotto un panama bianco acceso dal sole
o al fresco di una brezza d’ombre,
quando l’uomo che si accontenta,
seduto nelle sue quattro
stanche vecchie ossa
si concede il sorso della felicità,
disciolto nel sorriso che si nasconde
sul fondo di un bicchiere d’acqua fresca
ricordando i tempi in cui stappava il vino.
Sproloquio sulla casualità dell’amore.
Ci siamo incontrati per caso
fiutando gli stessi odori,
a volte il fetore è stato insopportabile
e ci siamo consolati con il sorriso,
altre volte ci ha uniti il profumo del mosto,
o della carta dei libri,
quando non è mai capitato di condividere un tetto,
una nuvola.
Il sorriso è quello sincero
di quano ci si spartisce la vita.
Non eravamo amici e forse non lo diventeremo mai
ma non è una cosa importante,questa.
Ho imparato,negli anni,un sentimento
diverso dall’amicizia,
ma che ne condivide comunque alcuni aspetti.
Si può essere prossimi e non essere amici,
anche quando non ci si è mai guardati negli occhi.
Questa che per molti apparirà come una delirante idiozia,
per me è l’essenza intima dell’umanità.
Per incendiare la corda che ci lega l’uno all’altro,
c’è bisogno di sincerità,di verità,
ed il mezzo per me più intuitivo per veicolare la vita
è l’arte.
Chi avvalora la creazione artistica, in ognuna delle sue forme,
si lancia nel vuoto a piedi pari senza possedere il dono della fede.
La verità,non regala soldi,fama o niente del genere.
La verità segue le leggi degli incontri casuali,
come l’amore.
Non esiste verità senza amore, nè amore senza verità.
la casualità è una legge precisa dell’universo.
l’unica legge che governa l’amore.
resistenza,poesia,ironia,cività…
certi giorni mi paiono sinonimi.
C’è grossa Crisi
E’ stato un momento preciso
entrando in cucina
che ho sentito la povertà del mio paese.
La mia casa pareva declassata
da una sconosciuta agenzia di rating
che non parlava la mia lingua.
Ho sentito come uno stupro,
come un aborto
nel fondo del mio stomaco.
I miei li ho visti invecchiati di colpo,
E sono andato ad ispezionare i libri
ammucchiati nello studio di mio padre,
resistevano, stretti, pagina contro pagina,
era una questione di soldi.
Mi sono affacciato alla finestra,
per vedere come se la passava
il vicinato,
ma fuori raramente cambia qualcosa.
In a sentimental mood.
In a sentimental mood.
Vieni a fare due passi…
io e tu..tu ed io…
ti direi,adesso…
ma tu non ci sei…
e forse non verresti…
e pure questa strada
sembra fatta apposta per i nostri piedi…
per incorniciare risate…
e poi c’ė vento..
quello giusto
per far volare
il tuo ciuffo ribelle…
ma tu non ci sei,
e la strada non incornicia
i nostri occhi,
ma solo parole,
che affondano
come lettere di carta,
nel letto del fiume,
e poi scompaiono
come non fossero mai esistite.
isole
dovremmo accostare le nostre isole
io e te..
e parlarci..
da una sponda all’altra,
sarebbe carino…
Poesia
esiste una certezza
nella poesia,
la resistenza che si oppone
all’invasore
è l’ultima difesa del mondo,
il grido
della fetta di pane caduta
sotto la lama del coltello,
la nazione caduta
sotto i colpi del mercato,
l’infinito dei campi al mattino,
si distendono,i colori,fino
al confine dei pensieri.
In tutte le cose
si annida la certezza;
è sempre un grido, la bellezza,
è come una religione,la poesia,
ma noi siamo la preghiera maledetta,
è la bellezza
che non ha bisogno di promesse.
2KPiGrego
Ritorna come la polvere
sul selciato, la pioggia.
le mie parole cadono sottili
sulla valle,
sopra i campi abbandonati
spettinati dal vento.
Ogni tanto un lampo,
appresso esplode un tuono,
poi il silenzio
e l’eco,dell’eco.. dell’eco…
l’aumento dei carburanti
è un buon motivo per camminare,
e questo vuoto in mezzo ai monti,
questa scodella piena di nuvole
basse e minacciose,
è un buon motivo per inventarsi un amore.
Vorrei suonare una musica
come il coro dei vostri angeli,
una musica esatta e crudele
come la verità che pende sulle nostre teste.
Una melodia con cui fare i conti,
la stessa, a proposito,
che mi ha spinto a comporre il tuo nome,
che uso come un rifugio,
ogni qual volta quel vuoto mi affama.
La verità è il demone
che solo i molto ricchi
insieme ai molto poveri
possono inganare.
Io mi concedo la distanza del canto,
è come firmare cambiali,
ritardare il momento,
fino alla morte.
Capodanno
il Capodanno è inevitabile
quando sei ancora vivo.
Non ho mai amato gli appuntamenti
con le amanti,ed
eviterei volentieri il trentuno di Dicembre.
è come fare l’amore su appuntamento,il capodanno.
tutto è stato già scritto
prima ancora della conferma dei gesti.
Non c’è alcuna magia nelle scadenze.
La mia profonda nostalgia,
le cose che ho mancato
per pigrizia o per necessità,
si affollano nell’ultimo giorno
e premono sui pensieri della sera.
Poco importa se abbiamo ancora la vita,
una famiglia da abbracciare,
la salute,
ed un buon pasto…
Capodanno è il fondo dell’anno,
e mentre qualcuno si diverte
a graffiare il fondo della vita
coi tacchi a spillo
a ritmi cadenzati,
io proteggo il calore del caffè
ristretto, nel cappotto.
Ho nel petto una nocciola rovente,
e ve la mostro.
Avrei festeggiato, dicono,
un mercoledì qualunque,
eravamo in pochi,
un drappello di poeti e perdigiorno,
ci hanno fatto compagnia
le nostre solitudini,
e dei nomi di donna
come fantasmi,
rimbalzavano senza eco
sui profili dei palzzi.
Nessuno,però, ne ricorda l’anno.
Albivori, i mangiatori di Albe
Dopo una lunga veglia,
ci appostiamo
come lupi affamati
ai tavolini dei bar,
e non ci sfamano i panini,che pure
adoperiamo come spugne
per tamponare la sete,
che ci ha inseguiti
come un’eco,
fino al precipizio del giorno.
Ci riversiamo nei campi
con lo sguardo volto verso il cielo
senza parole d’amore
con un buco nel cuore.
Come cannibali affamati di luce,
dall’ombra,assaltiamo coi denti
la palla di fuoco
che ci ha generati.
Così ritroviamo la pace,
pochi istanti prima
di riguardarci negli occhi.
Barba
Ho lasciato crescere la barba al vento,
una distesa d’erba medica arsa dal sole.
Sotto ai miei occhi,verdi di luce,
la tua mano è perduta.
l’ho vista, un giorno
tremare nella penombra d’un vecchio pub,
quando i tuoi pensieri,ancora
non conoscevano il mio nome,
e la tua mano mi accarezzava
il viso senza una ragione.
Adesso quel pub ha chiuso,
i tuoi pensieri conoscono i miei occhi,
e la mia bocca.
Qui la tua mano,manca
come il monsone tardivo,
che di crepe inaridisce i campi.
Adesso sul mio viso ho una rete,
e quando verrai,la tua mano
si incaglierà sul fondo
e la tua bocca sarà fuoco,
una lingua di lava
tra le steppe deserte del mio viso.
