voglio guardarti come l’ uomo solo
che si innamora, naturalmente,
della leonessa affamata
nell’incendio della savana,
voglio vedere le tue gambe nude
danzare feline i passi dell’amore
al mattino,indovinare i tuoi pensieri,
mentre abbandoni l’oblio della notte
per concederti al miracolo dell’alba,
quando il tuo viso indossa la voce
come un vestito da sera
pieno di brillanti lucenti
sopra un fondo ancora oscuro.
Eccessi.
se fossi davvero sincero
nello scrivere le mie poesie
scriverei di una nostalgia terrificante
fatta di mille veli di solitudini
sottili e morbidi al tatto
ma pesanti come un macigno
in assenza di vento.
Altre volte scriverei
di felicità senza nomi
fatte di mattine e di albe
e di camminate a notte fonda
umane,e quindi senza amore
profonde come il sentimento più nascosto
fresche come una pesca
alla fine di una corsa.
La mia poesia esiste solo negli eccessi
anche quando scrivo della normalità
si tratta comunque di un eccesso di normalità.
La mia rivoluzione a colpi di Grazie.
Un tempo tenevo i sentimenti chiusi
in una stanza di pietra,seppure
il mio cuore fosse lo stesso di adesso,
la paura inchiodava i miei abbracci
ad invisibili tavoloni di legno
come agli assi della croce di Cristo.
Una donna su tutte si è immolata per la mia libertà
il suo culo era sincero e la sua bocca sempre dolce
e mi insegnò a camminare per i prati
senza temere la maestosità dei fiori.
Adesso, quelle poche volte che ci sentiamo
non riesco a trattenere la mia riconoscenza,
poichè ero muto e adesso so parlare.
NOstalgie
ovunque mi giri, stanotte,
vedo soltanto solitudini,
un senegalese ubriaco
vomita sotto al mio balcone,
una coppia incrocia le vite
sulla panca di marmo
al centro della piazza,
ai tavoli del bar
la gente parla e
fa un rumore di bicchieri,
nessun gatto
ad attorcigliare la coda
ai piedi delle sedie,
le loro risate odorano
di pelle fresca di concia
e tabacco ancora umido,
mentre l’eco ha steso un tappeto
di lino ai miei pensieri,
e loro cantano supini
braccia conserte a mezzanotte,
puntuali,la nostalgia del giorno.
Ad esempio il vecchio Buk,Piero Ciampi e compagnia bella..
C’è gente con talmente tanto pudore
che quando si accorge di aver sentito intimamente la poesia,
ha poi bisogno di ricoprirla di schifezze per riportarla
in una dimensione più umana,
sdrammatizzare in qualsiasi maniera possibile,
quasi come se si vergognassero
di aver visto così naturalmente la vita,
come se avessero spiato l’anima dallo spioncino della serratura
l’attimo prima che crollasse il palazzo intero.
una serata senza pretese…
Stasera c’è un’arietta fantastica
mancano solo le bollicine sospese nel vento
per poterla dire effervescente,
non troppo fresca,non troppo calda, non troppo umida…
Cose da dire ne avrei a palate
a camionate a bastimenti,
cose meravigliose che non sono mai esistite
oppure avventure di quart’ ordine,
storie metropolitane dove c’è sempre qualcuno ubriaco
che si ritrova in strane situazioni
quasi sempre a lieto fine,ne
potrei fare un mucchio di cose stasera
al posto di far finta di intendere Impianti Chimici
e di stare in casa relegato a colorarmi di bianco
con questa tintarella da pixel,
ma la mia ostinazione è cosa nota
e poco mi interessa se non i sentimenti,
non che sia capace di parlare d’amore
senza dover rivangare un lontano passato,
intendiamoci..
mi accontenterei di poco
una passeggiata tra i vicoli della città
una chiacchierata sulle spallette del fiume
oppure in riva al mare,
a farla sporca mi accontenterei anche di questo balcone
vista Nano Emanuale II,
se solo ci fossi tu
con quella risata da foca monaca divertita,
col tuo sorriso bianco
col tuo broncio senza spiegazioni
a tenermi compagnia
per attraversare la notte
tanto per non dare troppo peso al cielo.
Pennsylvania (sit-com di post emigrazione)
Pennsylvania
(sit-com di post emigrazione)
Pennsylvania e Silicosi,
imparai queste due parole
che ero ancora piccolo.
Quello è il fratello di tuo nonno
disse mia nonna
indicando una vecchia fotografia,
si chiamava come te.
Dov’è adesso ? Le chiesi
con la freschezza di un bambino di otto anni,
in Pennsylvania,in America,
la silicosi se l’è portato via tanti anni fa,
rispose commossa mia nonna.
Cos’è la silicosi?
Una brutta malattia dei polmoni
che ti viene quando lavori in miniera.
Allora è morto? le chiesi?
si, è morto! rispose.
Era bello, vero nonna?
Si,era bello , mi sorrise..
Dopo fu soltanto silenzio,
io tornai a giocare in salotto
e nonna si affaccendò in cucina.
Da allora ho sempre giocato
a fare il minatore,
ed ogni volta che vedevo
in TV storie di miniera
buttavo sempre un occhio,
magari si erano sbagliati,
quel ragazzo con la faccia da attore
sarebbe sbucato da un momento all’altro
in un angolo remoto del teleschermo
ne ero certo,
e sarei stato proprio io
che portavo il suo setesso nome
a fare la gioiosa scoperta,
non poteva essere altrimenti.
Cambio mestiere!
quando ho seminato sguardi,
ho raccolto parole,
quando ho seminato parole
ho raccolto silenzi,
quando ho seminato silenzi
ho raccolto Hulk Hogan
quindi ho capito che fare il contadino
non è cosa mia..
La mia poesia.
la mia poesia è esplosa
in questo modo:
io la mano
lei l’innesco
la bomba era nell’aria.
in alto, la Luna…
La gente cerca il fresco
seduta sui marmi vicino alla fontana,
l’aria é calda e umida,
la strada é lucida e profonda,
un fiume nero di olio bruciato,
cammino verso casa senza un desiderio,
e scivolano le mie parole sui tuoi fianchi
mentre affondo con i piedi nella strada,
le mie mani ti cercano sul fondo della notte..
in alto
la luna é una misura di labbra
Presentimenti
Presentimenti
io non ti pensavo, ma
la mia bocca già ti conosceva, ed
il tuo nome era già un presentimento.
Presentimenti
quando mi hai guardato,un certo giorno,
distogliendo gli occhi dal selciato,ed
io mi sono perso in mezzo a uno spavento.
Presentimenti
mi fecero pensare di fare grandi cose
senza addurre motivazioni plausibili,
presentimenti
tu passeggiavi per la piazza
io rincorrevo una vecchia citroen blu
per poi infilarmi al volo attraverso il finestrino,
“avremo qualcosa da dirci, io e lei,un giorno”,
pensai, nell’affanno della corsa…
tutti ottimi presentimenti,
ma adesso guardami
dentro questa stanza
che pare una camera d’albergo,
avanti a me,due letti,
freddi come due monumenti
d’alabastro
uno per me
l’altro per il tuo silenzio;
aspettando che cada il pre…
dai miei presentimenti.
Strade
per ogni strada che si allontana
ce n’è un’altra che s’avvicina,così
quando la mia parola sembra respingerti
c’è già un pensiero che ti sta cercando.
