C’è sempre meno gente per le strade. (La mia terra)

spesso al mattino l’orizzonte è limpido

dietro la valle altri monti più alti,mentre

nel mezzo un antico armistizio si rinnova ogni giorno

questa è una terra di solchi dimenticati 

dal buongiorno lento

a mezzogiorno il sole entra nel cervello

come la mano dentro un sacco di grano

a mezzanotte,invece, il vento è un sentimento di montagna.

Questo sud è la mia terra

gente che sorride nel buongiorno,

le mani antiche che hanno lavorato,adesso

faticano ad aprirsi alla carezza.

Qui,tra le persone sveglie,

il pudore odora di dignità 

altre volte invece è un tanfo acre 

all’ombra della cattedrale,

anche gli eccessi si consumano nell’ombra

è capitato che giovani donne 

camminassero con le gambe al sole

sotto lo sguardo severo 

di giovani figli di preti.

E pure questa non è una terra che amo,

Io non sono che tutta questa terra,

questa antica lotta,ma

non ho sentimenti verso me stesso

che non siano distruttivi,

Guardo nel giorno dall’affaccio di casa 

il distendersi della valle

come fosse uno specchio,

ma con meno ombre e nessun rumore.

C’è sempre meno gente sulle strade!

com’è vasto il cielo!

ogni volta che la solitudine

mi ha braccato come un branco di lupi,

ho parlato d’amore come una preghiera.

Come l’eremita sopra una montagna di ombre

per non guardare in basso mi sono rivolto al cielo.

Essendo per sua natura, l’uomo, in tutte le cose

dall’alto delle nuvole ho visto il mio sorriso.

Com’è misera la carne e com’è vasto il cielo!

Ospedali

Gli ospedali mi piacciono

perché sono luoghi

dove il tempo é fatto solo di cose che accadono,

le persone lasciano le armi a casa

e tra una cosa e l’altra c’é in mezzo sempre il vuoto,

a finirci dentro é un attimo,

però l’uomo si riscopre un gigante

solo di fronte alla morte.

Cadute

non è poi così importante evitare le cadute,
non quanto il saper cadere,
saper cadere significa cadere con stile
e non è niente di superficiale,
con la tecnica giusta,
eviti di farti troppo male
e tiri fuori la bellezza che 
timidamente si nasconde
in tutte le cadute.

Abdico

e’ inutile, la poesia fugge l’estate,
i miei pensieri a maniche corte 
hanno bisogno di vento e 
non di parole.
Al limite di sguardi.
Abdico da me stesso e 
seguo l’esempio…
Andare lontano senza lasciare tracce
è una necessità.
Forse, parole dimmerda, ci ritroveremo
sotto un ponte, alla fine di Agosto,
quando i primi venti 
saranno privi di carezze
e la mia bocca asciutta
ed i miei pugni chiusi
affonderanno ancora una volta
nelle viscere, ormai tiepide,
di un asfalto ancora caldo.

mi invaghisco di esseri strani

mi invaghisco di esseri strani
dicono e non dicono
guardano e non guardano
precipito nell’incertzza
come fosse un budino
e me ne nutro senza pentimenti.
Non ho tormenti poichè 
ho disimparato l’amore,
ma il niente che alimenta
i miei sentimenti
non ha più un volto preciso
e se mai l’avesse avuto
ormai è dimenticato,
sposerei un’assenza
in riva al mare
solo per assecondare
i miei desideri,
per dare voce
a tutto quel silenzio.

Sui Libri (37° 2 al mattino)

I libri non si amano, si posseggono…
è una questione di passione.
Il tradimento è sempre dietro l’angolo.
quindi, adesso ti finisco, e
il domani porterà inevitabilmente
la nostalgia delle cose andate,
il tuo sapore si depositerà sul fondo dei miei sentimenti
per sedimentazione, lentamente.
Mi ritorneranno in mente, un giorno
nomi e strade, luoghi immaginati
e tante ombre, mi chiameranno
come una famiglia che mi reclama
dal fondo di un’altra dimensione.

Solo per lei.

per lei ho svestito

la corazza dell’orgoglio,

le sono andato incontro

in maniche di camicia,

ed un paio i bottoni

sono subito saltati,

ero il mio stile, ero ubriaco,

ero l’uomo più bello del mondo

quando l’ho chiamata per nome,

ma lei aveva occhi di donna,

non c’era morte nel suo sguardo,

e poco tempo per parlarmi.

Abbandono

passarono i tuoi occhi

come l’aratro sul mio petto,

ma il cielo era secco

e la terra asciutta,

la pioggia 

sarebbe giunta

troppo tardi.

diventai solco

all’ombra delle stelle

ingrassai il vuoto

con l’eco del tuo nome

e mi aprii al cielo

una cattedrale

senza cupole.

Lontano, un esplodere di nubi,

la festa del paese

illuminava i monti,

il tuo viso 

era un’ombra 

scavata dentro l’ombra,

Io ero la terra

d’un emigrante senza figli.

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