Novembre

freddo è Novembre
se tu mi cadi addosso
con lo stesso angolo
che la luce piega al mattino
sul dorso dell’asfalto

i colori come lancette di orologi
conficcate alla sera
negli occhi di mezzogiorno

è la solita musica
il loop degli altri anni di carta
risuona ancora sulla mia pelle

sono rimasto in mezzo alla piazza
come una bottiglia di acqua fresca e sudata
sul tavolo di un Agosto qualsiasi

poi non ricordo,
ma qualcuna con una sete più grande della tua
deve aver bevuto senza respirare

e la strada poi si è fatta piccola
e la notte mi si è chiusa addosso
ho dormito senza le coperte.

Al risveglio, stamattina
ero accaldato e vuoto
di un infinito silenzio.

Parola.

metti una parola, mettila
al centro di una pagina bianca
oppure, magari,
circondata da altre poche lettere
per fare scena, per evitare inutili solitudini:

(Parola)

ed ecco che il significato
celato dietro ogni scrittura

diventa credibile, quasi visibile
si palesa nel nostro inconscio, ci interroga
come se fosse il fondamento della nostra
inspiegabile esistenza.

Un pallone gonfiato

ho sempre vissuto da degenerato

dissipando la cura che mi porto dentro

per grazia ricevuta

come se non avesse alcun valore,

mi dicono essere un atteggiamento

tipico della giovinezza, ma

se sono davvero un pallone gonfiato,

allora deve esserci un grosso buco

da qualche parte

da cui perdo quotidianamente 

Vecchio maglione di lana blu

vecchio maglione

di lana blu

ne hai visti di capelli

perduti lunghi

tra le tue maglie

che si stringono

a nido d’api

intorno alla mia vita

vecchio maglione

di lana blu

quanti arrivederci

e valige e città…

vecchio maglione di lana blu

indossarti

è avere cento vite

ed oggi che ti vesto

e mi fai bello più di un tempo

il mio sorriso 

è quello dei cento amori andati

che cantano una vecchia canzone

senza malinconia

sul filo delle mie prime rughe.

vecchio maglione di lana blu 

sotto di te langue sempre

un giorno caldo.

Vecchio amico di lana blu

tutte le mani che

ti hanno fatto volare

maleducate di notte

sotto una sedia

un tavolo, un balcone…

vecchio maglione di lana blu

tutta la birra che hai bevuto negli anni

ed il vino e le ebbrezze che ti sono

scivolate addosso

come pagine d’appunti meticolosi

di un grosso esame del biennio 

vecchio maglione di lana blu

tu sarai sempre l’ inizio

di un amore,

mai la fine.

Venti piani di mobidezza

Usate pure parole accademiche 
per scrivere le vostre poesie
partecipate a mille concorsi
uno più idiota dell’altro
riempitevi le bocche
di diplomini e attestati
di violette e di amori
incanto e meraviglia
oppure di sperma 
cazzo fica culo

di sbornie colossali 
e gara di circonferenza tettorale
e di lunghezza del pene
riempite pure 
pagine e pagine di carta
con tanto di breve presentazione 
di fallito tizio piuttosto 
che di fallito Caio
Godetevi la copertina
e l’odore alifatico della stampa
ma usate carta soffice
mi raccomando 
per i vostri 20 piani
di morbidezza.

La mia notte matura

Seduto sulla riva del giorno

aspetto che faccia buio

e che piova,

così ritrovare la pace

tra le tue braccia severe

che ad ogni gesto innamorano

ad ogni cenno pacificano,

la mia indole soltera

che scalcia e sempre distrugge

ciò che di bello

il giorno ha incontrato.

Il mio felice  tormento

La mia notte matura.

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