Ho sacrificato ancora i grandi sentimenti

Ho sacrificato ancora i grandi sentimenti
al dio delle piccole cose. Amen.
Adesso sono tornato niente.
Cammino per l’Italia pieno di vuoti.
Nessuno a cui renderli.
Non avrei comunque accettato cauzioni.
Non ho perso niente.
Non avevo niente.
Non ho chiesto niente.
Provare a riempire i vuoti
con parole più vuote
é fissare le stelle al microscopio.
Non sarà intelligente agli occhi di chi osserva,
ma l’impresa resta comunque affascinante.

Fino ad esaurimento… birra

convivono dentro di me

due animi antitetici

uno impulsivo e rissoso

l’altro pacifico e riflessivo

nello stretto sono sempre sopraffatto dall’istinto

nelle lunghe distanze mi abbandono

invece, a pantagrueliche riflessioni.

la solitudine  unisce le due parti

con un collante denso di inazione.

L’equilibrio si sposta in continuazione.

infinite sono le perturbazioni.

un nome, uno sguardo, un cambio di vento

e l’animo prende fuoco come polvere da sparo.

quante volte mi sono illuso

quante volte ho ritrattato

quante volte ho chiesto scusa

e pure mai sono cambiato.

quando il sentimento brucia nello stomaco

vanamente, senza incontrare il favore degli dei

mi lascio finire lentamente

con pochi sussulti di vita

fino ad esaurimento demoni…

e birra…

Futurista per caso

Solo di notte emergono chiare le parole.
La stessa notte che ci separa
come un abisso di cose da dire,
intramezzata dal giorno che non ci unisce
e dal sole che non ci ha più visti.
La stessa notte che non ha mai una cura
che apre la porta agli abissi silenziosi delle camere da letto
La stessa notte che mi chiama prima di cadere nel sonno
dei corpi caduti morti.
La stessa notte che droga l’alba
con le prime nebbie sottili quando spunta un mezzo sole
a prescindere dalle stagioni.
Cadere quasi sportivamente dall’orlo di ogni abisso
e restare in piedi a sfidare le stelle
come un futurista per caso
che si lancia dal vagone in corsa
con un elegante urlo neoclassico
che mai più toccherà il terreno.

Vivo i sentimenti con una enorme nostalgia

Vivo i sentimenti con una enorme nostalgia
li vivo come se fossero, ed in un certo senso lo sono,
la mia terra natia.
Quando ne sono distante ho sempre un po’ di cenere nel petto.
Quando ci riconosciamo ci salutiamo come vecchi amici
senza dare troppo peso alle distanze.
Quando invece sono troppo grandi, loro non mi vedono,
ed io li cammino, seminando dietro di me parole pesanti,
come sopra una via di fuga fangosa, e loro affondano
e concimano la terra, indossando i panni sempre nobili
di qualsiasi altro escremento…

come se fossimo a Cordoba nel 1922. “la ra.gazza ladra”

una ra.gazza ladra mi ha rubato il cuore
adesso ci gioca con le spine
una ra.gazza ladra mi ha rubato gli occhi
adesso ne ha fatto una collana
una ra.gazza ladra mi ha rubato il tempo
e adesso non sa più cosa che fare
una ra.gazza ladra mi ha rubato il sonno
adesso esisto solo in questo sogno

quanto ci costa questo luccicare…

Alone

quando finisce qualcosa c’è sempre un alone di tristezza nell’aria.
quando finisce qualcosa che non è nemmeno cominciata
ci sono almeno due aloni di tristezza nell’aria.
E tutte le poesie diventano stupide
E tutte mi rassomigliano tragicamente
E anche le pareti mi strappano un sorriso.

Le questioni del cuore

Sostiene Bibappa che le questioni del cuore sono del cuore e basta… quindi cazzi suoi e dei suoi amici fegato e polmone…
Sostiene Bibappa, inoltre, che scegliere è sempre un atto rivoluzionario e che anche quando si compiono scelte audaci ad alto rischio fallimentare, su basi di intuizioni, a quanto pare, totalmente create ad arte da fervida immaginazione, che assorbono vanamente buona parte dell’esistenza, bisogna mantenere la calma, serrare i ranghi, e prendersi il tempo necessario per riflettere.
Se l’istinto acceca per la sua bellezza, il pensiero, dal suo canto, cura e pacifica.
Non è una questione di successo, battere in ritirata o caricare fino all’ultimo respiro, non ha più molta importanza.
Poco importano i perchè e i percome, solo il presente conta.
Il resto è giornalettismo rosa, buono solo a scrivere pessime poesie prive di onorevoli fondamenta.

un lungo inverno

la verità se la ride leggera
mentre le sue parole mordono la carne.
la mia mente in accordo coi sentimenti
è andata oltre ogni limite del metafisico.
stai sereno diceva una voce,
le voci sono poco più di un vento
rispondeva la carne.
metti il cappotto e alza il colletto.
un lungo inverno ci attende.

sentimento revisited

chi conosce la solitudine 

non sa più amare in maniera educata.

bruciamo come bengala all’inferno.

illuminiamo i nostri demoni.

esplodiamo i nostri amori.

santifichiamo le piccole cose.

cantiamo tristi canzoni 

dal fondo delle feste,

urliamo la felicità dell’ uomo 

quando arde il sole,

e l’ombra, ogni volta, ci innamora. 

Treni.

Quello che resta nei treni a fine giornata

è soprattutto stanchezza… forse tristezza…

chi ha un po’ d’allegria se la porta appresso

La vedi saltellare sulla banchina

Stridere in mezzo ai sorrisi

E rotolare senza inciampi oltre la stazione…

Mentre i treni partono, compreso il tuo..

E qui resta la notte, la stanchezza, il sudore… 

L’amore…

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