Gli amici lo sanno

gli amici lo sanno
della solitudine
e di quelle cose là e
anche Carver lo sapeva.
gli amici lo sanno
ché berrai parecchio
o è come se sapessero,
e adesso tu mi chiedi:
Perché non mi parli?
(mentre allungo la mano
sotto al tuo maglione
per cercare le ultime parole) ma
La domanda ha partorito solo un sospiro
e poche, consuete, parole:

smettiamo di scopare e
diventiamo amici, ché
gli amici non chiedono,

gli amici lo sanno.

Poeti? Ma sticazzi!

Ai poeti servono le cose che non servono e si atteggiano come se servissero, proprio come tutti i non poeti, ma li chiamano poeti, perché sono sinceri, i poeti, e talvolta anche gli altri sono sinceri, ma non sono poeti, o forse lo sono, forse basta essere sinceri per essere poeti, ma chi è sincero veramente? I poeti? i non poeti? qualcuno azzarderebbe a dire che è poesia la confusione? ma se poi te ne vai al mare senza scrivere una poesia, perché sei stato bene, allora forse sei poeta, oppure se dopo un mese scrivi una poesia sul mese prima, perché non sei più al mare e non hai altro di meglio da fare che scrivere una poesia sull’essere o meno un poeta in bikini… Allora forse…
Ma che ne so. 
Chissene..

Dalla collana ineditabile ” I Microracconti”

Eravamo in tanti e
tutti guardavamo la stessa donna
chi ne lodava del gambe
chi il culo
alcuni le tette
le mani gli occhi, la bocca
indossava un vestito rosso
cadeva appena sopra il ginocchio
era la Primavera
quella cosa che spinge ad uscire fuori casa
poco vestiti anche quando la brezza, alla sera,
regala ancora qualche brivido.
Attraversò la piazza come una una volpe attraversa la strada
le avevamo puntato i fari addosso
si girò verso di noi per un istante
e colsi nel suo sguardo una nota bassa
come l’ eccessivo odore di legno
che ha intaccato il più elegante dei vini
era umana.
Vidi tutta la decadenza del mondo 
in un solo sguardo 
mentre una mandria di spacciatori tunisini
le faceva largo creando un corridoio di carne,
concedendole il più sgraziato onore delle armi
fischiando e starnazzando come anatre in calore.
Scomparve dietro il porticato delle poste
come una diva del cinema,
come una disperazione,
come il segreto che mi porto in seno
come tutti, una nascita, una morte, un abbandono,
un omicidio, una vendetta, un figlio,
una dipendenza, una fede,
lasciandomi là senza risposte
sotto il peso del mondo.

l’offeso

mi piace fare l’offeso
perché credo di non essermi mai 
offeso negli ultimi vent’anni.
mi piace fare l’offeso
e dire: ” va bene, 
se non vuoi averci niente a che fare
allora fa’ quello che ti pare,
addio.”
Vorrei provare una volta
l’ebbrezza dell’offesa
e dire, ” vaffanculo,”
e andarmene sbattendo la porta
senza che mi venga in mente
una battuta, un sorriso, un fischio,
o la cena che mi aspetta sul fornello,
o un altro posto dove andare
a fare due risate.

astigmatismo

è così che io ti vedo

come una spina nel dito
ma più dolce
è così che io ti vedo
come una treccia ai capelli
ma più sciolta
è così che io ti vedo
come una tigre che dorme
è così che io ti vedo
come una minaccia nascosta
è così che io ti vedo
ma sei il sonno segreto degli amanti
quando cala la sera di Maggio
ed il mare ancora freddo
ci invoglia a coprirci di lino
è così che ti vedo
da quando ho smarrito gli occhiali.

astigmatismo

è così che io ti vedo
come una spina nel dito
ma più dolce
è così che io ti vedo
come una treccia ai capelli
ma più sciolta
è così che io ti vedo
come una tigre che dorme
è così che io ti vedo
come una minaccia nascosta
è così che io ti vedo
ma sei il sonno segreto degli amanti
quando cala la sera di Maggio
ed il mare ancora freddo
ci invoglia a coprirci di lino
è così che ti vedo
da quando ho smarrito gli occhiali.

Una giornata uggiosa

Cosí cade un altro giorno
Senza che me accorga
Dentro una luce bianca, smorta,
Che accende di rimando un fuoco
Sotto ogni cosa poggiata.
Come il serpente che cerca riparo
Sotto la pietra rovente
lontano dal cielo,
Ho due vulcani attivi
Sotto le scarpe
E un po’ di cenere
Mi scappa dagli occhi.

sacchi di cose

                        fummo un sacco di cose
            due soli sacchi con molte cose
         ora sono un sacco di altre cose
          ora sei un sacco di altre cose
  saremo sempre un sacco di cose
       a volte sacco altre volte cose
       Sì, fummo un sacco di cose
          due sacchi pieni di cose

in viaggio per due

sono tornato nel deserto,
ch’è come il mare,
e non ho trovato i miei passi
ch’è come acqua, la sabbia,
ma più sola, c’è polvere.
dove vanno a finire
le complicità
dopo che si è stati complici?
con chi parlo? 
siete tutti fantasmi vogliosi!
anch’io ho voluto qualcosa, ma
ho peccato e sono stato punito.
Adesso ho vinto un viaggio per due
dice sia tutto compreso al netto del viaggio,
perciò sono di nuovo qui, nel deserto,
ch’è come il mare, ma più solo, 
c’è polvere, ma ho ancora gamba,
e poi sarà “all inclusive”,
mi daranno il braccialetto
anzi, due, sarà uno spasso!

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