Il formicaleone: un maestro di trappole nella sabbia.

Nascosto tra i granelli di sabbia, il formicaleone non è un semplice insetto, ma un vero e proprio maestro di trappole e pazienza. Con le sue potenti mascelle a tenaglia e la sua ingegnosa tecnica di caccia, questo affascinante predatore conquista gli appassionati di natura con il suo ciclo di vita sorprendente e le sue abilità venatorie.

Un insetto dalle mille sfaccettature

Appartenente all’ordine dei Neurotteri, che comprende anche le libellule, il formicaleone (Myrmeleontidae) si distingue per il suo aspetto particolare. L’adulto, con le sue ali trasparenti e il corpo slanciato, ricorda vagamente una libellula, ma le sue antenne più lunghe e clavate lo rendono inconfondibile.

Tuttavia, la vera protagonista di questo racconto è la larva, un piccolo tozzo dal corpo robusto e dalla testa piatta. È proprio lei la trappolista esperta, capace di costruire nella sabbia un imbuto perfetto per catturare prede ignare.

La trappola infallibile

Con pazienza certosina, la larva del formicaleone scava nella sabbia ruotando il suo corpo robusto. Mano a mano che scava, sposta i granelli di sabbia all’esterno con le sue robuste zampe, creando un cono con un fondo liscio e compatto.

Posizionandosi al centro della sua trappola, la larva rimane immobile, mimetizzata tra i granelli, con le sue potenti mandibole aperte e pronte a scattare.

Un cacciatore feroce

Sfortunata la formica o l’altro piccolo insetto che incautamente si avventura sul bordo friabile della trappola. Il cedimento improvviso del terreno provoca una caduta rovinosa nel fondo dell’imbuto, dove la larva la attende con le sue fauci spalancate.

In un batter d’occhio, le potenti mandibole afferrano la preda e la iniettano con un veleno paralizzante. Con calma, la larva succhia i fluidi corporei della sua vittima, lasciando poi sul fondo del cratere solo un misero guscio.

Un ciclo di vita affascinante

Dopo un periodo di crescita come larva, il formicaleone si trasforma in pupa, racchiudendosi in un bozzolo all’interno della sua trappola di sabbia. Trascorse alcune settimane, emerge l’adulto, pronto a svolare alla ricerca di un compagno per procreare.

Il ciclo di vita del formicaleone si conclude con la deposizione delle uova nella sabbia, dando vita a una nuova generazione di questi abili predatori.

Un insetto utile e prezioso

Nonostante il suo aspetto minaccioso, il formicaleone gioca un ruolo importante nell’ecosistema. Nutrendosi di insetti dannosi come formiche, mosche e tafani, aiuta a regolare le popolazioni di queste specie e a mantenere l’equilibrio ambientale.

La prossima volta che ti trovi in ​​una zona sabbiosa, presta attenzione ai piccoli crateri che potresti scorgere. Forse avrai la fortuna di intravedere un formicaleone, maestro indiscusso di trappole e affascinante esempio di adattamento all’ambiente.

Curiosità Preistoriche

Formicaleoni preistorici: scoperti fossili che svelano un passato mostruoso
Frammenti di ambra del Myanmar, risalenti a circa 100 milioni di anni fa, hanno restituito alla luce le larve fossili di formicaleoni estinti. Un team di ricerca italiano, guidato da Pierfilippo Cerretti e Davide Badano, ha svelato questa preziosa testimonianza del passato, offrendo una nuova prospettiva sull’evoluzione di questi insetti.

L’ambra del Myanmar, soprannominata Burmite, si rivela un tesoro inestimabile per gli studiosi. Al suo interno, infatti, sono custoditi resti di antiche foreste del Cretaceo, tra cui una straordinaria varietà di insetti e altri piccoli organismi. Tra questi, le larve di formicaleoni estinti hanno destato particolare interesse per la loro morfologia singolare e le diverse strategie di caccia adottate.

Le larve dei formicaleoni moderni, pur presentando già aspetti peculiari, non reggono il confronto con i loro antenati fossili. Questi ultimi sfoggiavano forme bizzarre e terrificanti, con potenti mandibole dentate e corpi allungati o ricoperti di spine. La loro ferocia era pari alla loro diversità, ben superiore a quella osservabile nelle specie odierne.

La scoperta di queste larve preistoriche ha permesso di ricostruire con maggiore dettaglio la storia evolutiva dei formicaleoni. I fossili rivelano che durante il Cretaceo, forme moderne coesistevano con specie arcaiche ormai scomparse. Questo suggerisce che l’evoluzione di questi insetti sia stata un processo complesso e articolato, caratterizzato da diversi adattamenti e cambiamenti morfologici.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, rappresenta un passo importante per la comprensione dei formicaleoni e la loro storia evolutiva. Le nuove informazioni ottenute offrono spunti di riflessione sulla biodiversità del passato e sui meccanismi che regolano l’evoluzione degli esseri viventi.

Riferimenti:

Badano, D., Engel, M.S., Basso, A. et al. Diverse Cretaceous larvae reveal the evolutionary and behavioural history of antlions and lacewings. Nat Commun 9, 3257 (2018). https://doi.org/10.1038/s41467-018-05484-y

Maniche Corte

l’odore del mare si fa largo dai buchi dell’avvolgibile
si mischia con l’odore di fogna del vicolo
e qualcosa di pesante trema nel vuoto
come una stella spenta.
la luce si scompone appena
come una grattugia e
le parole fanno ruggine
come l’acqua ristagna.
keith Jarrett a braccetto con Cage
disegna un profilo nella penombra
Poi il vento mi invia una cartolina
sopra c’è scritto: …”tanti Saluti”
:perfino le mosche hanno messo le ali
a maniche corte.

Infanzia.

stanotte in sogno è tornato Daniele
al di qua del sonno è vivo e vegeto
e abbia sempre buon vento.


Ma è tornato come vecchio amico
che non era solo un amico
è venuto con tutta l’infanzia.


Accaduta la scomparsa di amici
Accaduti matrimoni e distanze
Accaduta la vita nel tempo

non che significhi cose. intendo.
la vita non va avanti. La vita è.
ciò che fatico a raccontare

voglio dire. prendo tempo.
per non saper dire. temporeggio.
per dire che eravamo gioiosi

non che nel dentro non rallegri la vita
adesso. ma l’infanzia. Oh i nascondini!
Ci allenavamo a sparire con gioia


e lo chiamavamo giocare
il preludio di vita.

SindacatoMalinconia

Oggi ho salutato il ragazzo
Che tiene puliti i vagoni della metro
Mi ha sorriso con gli occhi. Poi è stato inghiottito dall’indifferenza.
E una certa tristezza
Prima che scendessi
mi ha fatto
Quello che la primavera fa con
La dichiarazione dei redditi.
Qualche giorno fa
Ho salutato.ciao.
un ragazzo con un cane
Che saliva testa bassa le scalette di Montesanto
Che mi ha risposto Ciao.
Tenendo lo sguardo sulla
sulla terra
Come se stesse per aprirsi da un momento all’altro. E poi si è aperta infatti
E nessuna tenerezza è uscita dalla crepa
Solo il ricordo di un albero
Dove da piccolo mi arrampicavo
Per raccogliere ciliegie
E poi di quella volta
Quando sulla soglia del sindacato
Infilai la mano sotto la sua gonna
E la settimana corta si allungò ma
Per farsi beffa di noi lavorattori.
Poi si è chiusa come una palpebra,
La terra, Di pesca e bergamotto.
A ricordarci la fallibilità di ogni percezione.

La Morale di Lucerzio

così scrivi di una scrittura ratta
dove sorrisi diventano sorsi
sorsi diventano ossi
ossi diventano o.s.s.
o.s.s. diventano Sì.
così scrivi togliendo
ciò che non sai – e
regalando ciò che non hai.
la morale della sboria:
l’albero dalle sette spunte
disse al cigno dei sospiri zoppi
che Lucerzio perì soliloquio,
dentiera tra ponti
nel solspizio destato.

#metasemantice

Io ero il suono e il silenzio e niente

sento la persiana stridere al vento
e la tenda che separa la luce dal buio
spargere il suo balletto di fiordi e gelsomini –
– tutte le voci mi arrivano come un segreto
perché in tutte è il segreto.
Ieri leggevo un poeta. Parlava di inizio
e parlava di fine. sciocchezze.
poi ho smesso il quaderno ed
ero io la tenda ed ero io la persiana
ero il quel confine. ero questo e quell’altra.

se tu vedessi quello che vorrei che vedessi
lasceresti le armi e le cose meschine
e se la stella che parla parlasse davvero
direbbe le cose che già sta dicendo.

Oggi ho scoperto kutilov
e sono triste e sono felice
qualcosa dentro si è rotto per sempre
e la mente irreparabile immagina
un muro scrostato che odora di pane
e un alambicco di carta
sul dirupo che fui
fino a quattro secondi fa.

in foto Arkadij Kutilov
a cui è dedicata e a Liliana detta Slobo
che me l’ha fatto scoprire.

Così Va La Vita

Da giorni se mi affaccio al balcone
sento odore di fogna.
stamattina ho aiutato a rialzarsi una signora
inciampata in un filo di plastica
che mi ha dato anche un bacio.
così va la vita.
Comunque, niente di grave.
Poi un’auto contromano
il furgone dell’arrotino
fermo come un silenzio
in mezzo alla strada
e la fila nel senso di marcia
e le voci di un tono più alto
che diventano grida
che si fermano in gola
come frutti maturi
che poi io raccolgo
e lascio appassire
sopra il tavolo sgombro
della mia mente.
Sbuccio una pesca
che odora di donna
e affondo gli incisivi nella polpa.
Sul pavimento velocissima
l’ombra d’ un rondone
attraversa uno spicchio di luce.
Trattengo il respiro
appunto due righe:
Dove stai andando?

Loggetto – lo getto, l’oggetto, Il loggetto, Log Getto, Log: get to…

Alle 8 e 20 – prima di
mettermi a lavorare
ho finito di leggere il libro di Auster*.
quella che chiamo volgarmente realtà
ruggisce dalla stanza di fianco.
Di qua, dal confine di tutte le cose
dove oso camminare spesso al mattino
non sono più che un oggetto
vivo e morto contemporaneamente.
Per qualche istante l’oggetto resta immobile
in mutande a fissare una rondine
sul palazzo difronte
poi l’uccello va via e nel quadro rimane
un odore di nervi e di piume
di ricordi spezzati e
di zucchero acceso.

*Invisibile

Le Valvole Ancora Vi Funzionano?

L’autista si è rivolto ai passeggeri
Con aria sbullonata.
-Chi volesse usufruire dei servizi, può farlo. Stiamo aspettando due signore e ne avranno ancora per qualche minuto.
Poi si è seduto al volante e si è imbalsamato
A fissare la pioggia scivolare sul parabrezza.

Il signore avanti a me, con piglio
Nazional socialista e con romano ardimentao, alta voce:
!Ah va bene, le valvole ancora funzionano,
Eh, però, un altro strappo, altre due gocce…
E si insinua giù per le scalette dell’ autobus verso i servizi della stazione di servizi-o.

Sorridiamo. Siamo tutti più giovani.
Siamo tutti complici nel sorriso.
Poi tutti ai nostri affari.
Pochi minuti dopo, le signore risalgono a bordo e a rimorchio, il nostro amico,
Che con tono squillante:
Dai, le valvole ancora reggono!
Una volta aperte, ho fatto in un istante!
Di nuovo sorrisi!
Poi si siede, proprio avanti a me e
Nel poggiarsi, un rumore di busta,
Sul Culo, Morbido e Croccante,
Come il Futuro.



Nel Migliore Dei Casi

Non ne vuole sapere
Di ascoltare le ultime parole.
Irrimediabile dice. Disgusto.
Questa storia che non paghi
Per partecipare ai concorsi…
Mi fa uscire fuori di cervello.
Questa storia che arrivi tra i finalisti
E poi non paghi qualche euro per partecipare all’estrazione dei premi.
I premi… -Le solite pessime case editrici.
Mi fanno orrore quasi come il figlio di Quasimodo. Quasi come la debolezza di aver partecipato pensando di tirare su qualche soldo extra.
Dice, il figlio, che: non appartieni a questa selezionatissima cerchia. Rido.
Rido come non mai. Sincero e spontaneo come un ruscello.
Poi ricordo le parole del Vecchio che diceva:
“Se pensi che non siano diventati matti
Nelle stanzette
Proprio come sta succedendo a te adesso… -“
E tutto si allinea di nuovo senza troppi scossoni. Naturalmente.
Poi ti ritrovi in autobus
Sputato dalla città come un seme
E poi ancora tra i campi, a correre
Nei sobborghi della natura
E sui monti – tra la gente
Con un nuovo libro
E un deserto spirito e un fuoco di paglia.
Cosa porteresti con te sopra un’isola deserta? Solo una cosa. Dice.
La lebbra. Porterei la lebbra.
Tanto cazzo ci fai sopra un’isola deserta?
Almeno mi intrattengo con un gioco nuovo.
Non trovi?
Mentre la tizia di fianco fa domande
E poi ritorna a fissare il finestrino.
Ahh! Di tutti e tutte vorrei sapere tutto! Tutto.
Come fanno a dire che se ne fregano?
Che gusto c’è? Quali sono i fatti che non ti riguardano?
Ho cominciato a scrivere su questo foglio giorni fa. Aggiungendo ti tanto in tanto qualcosa che mi pareva rilevante.
Come se stessi costruendo un muro ma con meno polvere e più affanno.
Adesso tutto è diventato se non inutile, poco interessante. Poca cosa. Lo so.
Così ci appare la vita in certi momenti, poca cosa. Eppure… È tutta una vita che si consuma epicamente, senza sottotitoli, senza che te ne accorga. Nel migliore dei casi.

Foglie Azzurre

Dopo l’ennesima dose di odio e disprezzo
La telfonata si concluse con un certo garbo.
La pena, la mestizia e sua maestà la colpa
Si infilarono nel pensiero di una certa poesia scritta guardando dalla finestra
Di una casa con giardino di una certa città del” Oregon durante un giorno di pioggerellina.
“Pioggerellina”, recitava la poesia. Amen.
Poi il silenzio. La notte in pieno giorno.
La solita domanda sui sentimenti. Sulle implicazioni che le scelte e le non scelte compiute e incompiute fino a quel momento gravavano sull’intero cosmo conosciuto.
Cosa hai fatto in tutti questi anni
Oltre a ferire le persone? Eh?
Certo, non sei andato a letto presto.
Cosa hai costruito quando non eri impegnato a sgretolare tutto ciò che la vita
Ti serviva, benevola, sopra un piatto di foglie azzurre? Lasciale cadere, dicevi, queste foglie. Arriverà la primavera.
Ebbene questa poi è arrivata e…
Hai davvero messo a frutto tutte quelle cose? Hai intenzione di farlo per davvero?
Quanto ancora puoi infierire su cadavere di quello che sei stato?
Ne hai abbastanza? Torneremo a brillare come adesso? O Come il biancospino?
Lo so, lo so a che stai pensando.
Per l’ennesima volta ti hanno detto che i sogni di gloria puoi dimenticarteli. Puoi ficcarti le poesie su per il culo e giù terza stella a destra fino al mattino. Stop. Finiti. Fertic (?). Mai.
Quando nessuno crede in te, anche tu cominci a dubitare, non sei mica veramente scemo. Lasciaglielo credere che sei morto. Certo non a tutti. Lascia aperta quella crepa da cui la luce entra come burro. Arrenditi alla tenerezza. Dimostra di voler bene. Forse quello che sai dare è ancora troppo poco. Certo sei un disastro, ma non è tutto perduto. Non ancora. Il sangue pompa nelle tempie come orde di fenicotteri. Le mani ancora stringono.
La porta si è chiusa con un fremito di ardesia e l’albero il mirtillo e il miele…
L’albero il mirtillo e il miele. Ripeti insieme a me:
L’albero il mirtillo e il miele…

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