La luce che comincia a far rumore
Sul pavimento a fine maggio è
Qualcosa che ha a che fare col tempo
E coi non luoghi comuni -
Si srotola come nastrino di luce
Fino a solleticare la giunzione tra
Il vivere e il morire ÷
L'erba è cresciuta di notte
sulle ciglia della strada
Che strizza l'occhio agli spazzini delle cinque. Le carezze di saggina rimbalzano tra i vicoli fino al cuscino. Mi rincuorano.
Ieri mi sono acceso dopo tanto tempo -
Tre ragazzi per strada facevano il loro numero circondati da una piccola folla.
Per solo fatto di esserci o almeno così mi è sembrato, quella cosa che chiamiamo vita mi si è stretta addosso come un'altra pelle.
Talmente stretta che mi è caduta una lacrima sulla punta della scarpa.
Poi l'ascensore che punta all'iperpiano
Con la sua musica di lettere e di piuma
E dove sei adesso non lo sa nessuno
Per questo l'allegria e questa pace
E il ricordo di un maglioncino di lino bianco con le bande nere
E quel posto vicino al mare
Era sempre poi lontano
Da qualche altra cosa
Che riuscivo a immaginare
Quella domenica di maggio
Fra almeno un paio di anni.