Leggo i poeti russi in italiano
E mi convinco, leggendo
Di essere anche io come
Lo scheletro di una stella.
Ma poi ricordo cosa non sia
La poesia. Ed il fremito
Sincopato della spiga
Che mi abita ormai da secoli
Ricorda sempre di più
Il campo a cui non mi sono
Ancora piegato. Dico ancora
Perché tutto è sempre possibile
Fino a quando la dimenticanza…
Fino a quando lei entra in questa stanza
E ti trova seduto sul cesso
a scrivere queste righe.
E ti ricorda che forse lo sei davvero
Lo scheletro di una stella
Ma non sei davvero seduto
Su quella panchina d’insolido ideale
Su Corso Nevski a Pietroburgo…
Almeno fino a quando…
🌟Titolo rubato a Zio #Kutilov.
