La vecchia venditrice d’aglio

Sono mesi che cammino

dal tavolo alla finestra

E poi in mezzo ai decumani

E poi su questo filo di selciato

E poi su questo slancio di parole

Come a dire: esisto.

Ma poi incroci il funerale

E quella piantina

stretta dall’ombra del davanzale

E questo pensamento che diverge

Come virgola tra onde gravitazionali:

Tutto acquista la certa dimensione

Non avendone.

Questo che pare un paradosso

Scrivendolo a parole

Pareva limpido come cristallo

Alla persona che ero circa due minuti fa.

Prima che l’anziana venditrice d’aglio mi chiamasse: venite qua bell’ Guaglio’.

Avvicinatevi!

Ma io non ero lì

 e la mia voce aveva già

Il profumo della pietra.

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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