oggi in libreria mi è ritornata la voglia di scrivere un romanzo.
così. tra i libri di poesia, tutti bianchi, che quasi anonimi sorridono
ho sentito quella vibrazione. la solita. quella che smuove le cose
che dura qualche poco. che fa venire il sangue alla testa
e rizza i peli sulle braccia. volevo raccontare questa cosa:
poi la luce del magazzino della libreria si è accesa con
la porta mezza aperta. le voci che arrivavano come da un imbuto
– Hanno esonerato De Rossi, l’hai saputo?>
-Vabbè era prevedibile. Però che cazzo! Io avrei insistito un altro poco
poi una tizia mi chiede di spostarmi, trovo Zavattini, poi riprendo Pasternak,
cerco compagnia. motivo una canzone nel cervello che fa: la luce dalla vetrata spinge fino spegnersi nell’ombra del pensiero.
attivo i bastoncelli per vederci meno chiaro. le parole scorrono come polimeri
sopra vetrini. mi ritornano in mente le catene dei polisaccaridi, carboidEati complessi. scorrono le immagini senza capire, per un po’…
Cosa ci faccio qui a camminare sopra un filo? fuori il Camper dell’Avis mi strizza il fanale. Driblo e vado avanti verso l’avvenire. Asciutto anche per oggi. la strada è sangue continuo, segui la strada.
I turisti cercano l’autenticità della vita in un corno di plastica in miniatura.
Posso sentire quel desiderio di risposete, fisicamente, come una punta di lancia
puntata nel fianco. cosa vuoi che ti dica amico mio… cosa dica che vuoi amado mio,
saco dica che volks amiga mirto. cozza volsci che vo’ amilcare? jfaiohofiam dijsdio isdj iasdj fcmmoiwu xmcpow ,.
