Un quarto alle cinque (E non parlo di vino).

Stamattina mi sono alzato
Alle cinque meno un quarto
scalzo sul balcone
Il caldo l’ho indossato
come un kebab
Sopra i tetti
Ancora pochi istanti
Freschi come cristalli
Marte e Giove dicono
Che è venerdì. Rido da solo.
Il tempo di mettere su il caffè
E di nuovo sul balcone
Marte scomparendo nell’aurora-
Ho aspettato. Solo Giove nel chiarore.
Nel vicolo due tizi urlano e
Leggono i citofoni. Cercano qualcuno.
Poi uno scooter con tre simpaticoni
Giù di clacson ogni tre metri.
Le preparo la colazione.
Mi sdraio altri due minuti.
Giorno di partenze:
Muore solo chi non sa vedere.
Ho lasciato la macchinetta carica
Prima di andare via.

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