sento la persiana stridere al vento
e la tenda che separa la luce dal buio
spargere il suo balletto di fiordi e gelsomini –
– tutte le voci mi arrivano come un segreto
perché in tutte è il segreto.
Ieri leggevo un poeta. Parlava di inizio
e parlava di fine. sciocchezze.
poi ho smesso il quaderno ed
ero io la tenda ed ero io la persiana
ero il quel confine. ero questo e quell’altra.
se tu vedessi quello che vorrei che vedessi
lasceresti le armi e le cose meschine
e se la stella che parla parlasse davvero
direbbe le cose che già sta dicendo.
Oggi ho scoperto kutilov
e sono triste e sono felice
qualcosa dentro si è rotto per sempre
e la mente irreparabile immagina
un muro scrostato che odora di pane
e un alambicco di carta
sul dirupo che fui
fino a quattro secondi fa.

in foto Arkadij Kutilov
a cui è dedicata e a Liliana detta Slobo
che me l’ha fatto scoprire.
