Odo un’ode all’ode
Venire dallo sconforto
Di questa umanità sanguigna
Senza ironia negli epitaffi
Allora mi invento un’ode all’odi
Ma distante dal nord geografico
E dalla procincia di Milano
Ma anche umile e tagliente
Lontano dal massimo dei voti
Nessuna lode per quest’ode all’ode
E quando dicesti che tutte le odi
Vengono al pettine prima o poi…
ma tu eri calva
Come le tredici lune di Urano
Io tacqui. Con eleganza. E
Non dissi niente. Né sul mio viso
Trasparì emozione.
Come un’allodola che perduta
Nell’aurosa si spazia
Lo spasmo della scrittura
Svestito il conforto del loden
Nel gelo della realtà puntò
Il dito verso i versi di quest’ode
All’odi come allodola senza loden
O lodi, distante da Lodi, lei allude
Mentre tu, forse, odiando, Adesso, Odi.
