Mar h i Boh, Andare sì ma dove.

Non sai cosa scrivere

né dove andare.

Ma l’albero piegato

Lascia passare le carte

Sul terreno di grippino.

quisi inondano distanze

Le speltizie. Biforcano.

Diraspano spineti.

Perché tu lanqui di pensiero?

Fremitano i sassi e

Come serpi a sonaglio

Si allarma pure l’eusefrippo.

Che vuoi significare?

Sarai morto prima di sellestre!

Se scavalchi il senso dei vesperti.

Cosa importa del compiuto se fai

Calcoli fagàti al biliardivo?

Questo è più un sotterramento

Di certa polvere da spago che

Di poco si è insinuata nel diniego.

Chiamami Amuore

Chiamami Amuore.

tu che cerchi un linguaggio nuovo

per codificare l’incodificabile

vedi sole – pensi ciao.

io accetto ogni incomprensione

purché mi piaccia molto

la sorpresa. poesia, dici, è

come nascere mentre si muore.

Chiamami amuore! fatti braciare

finché c’è tempo. finché la noia.

Quel Giorno

Potrebbe arrivare quel giorno
Tra un anno. Domani.
Oppure tra venti:
Quando la poesia scomparirà del tutto.
E tu sarai davvero solo con te stesso
Per la prima volta da quando
Eri bambino
Forse non arriverà, ma potrebbe.
È per quel giorno che devi lavorare
E per nessun altro.
Tutta la merda salirà a galla in un istante
Ed è bene che tu abbia imparato davvero
A nuotare tra le macerie.
Altrimenti non sarai più utile a nessuno
Nemmeno a te stesso.
Cosa potrai fare quel giorno senza
Nemmeno una briciola di poesia?
Te lo sei chiesto?

Perché non ballate?

Perché non ballate?

metti su un po’ di musica

Mozart: La Sinfonia n.35

lungo il viale alberato del giardino

un letto, un giradischi un asterisco.

un ragazzo e una ragazza

si avvicinano incuriositi

tastano il materasso. il giradischi

si pungono con l’asterisco…

questo significa che hai letto

un racconto tempo fa

uno di quelli che lamina il cuore

e fai fatica adesso a liberare la mente-

chissà com’eri prima di leggerlo

ma poi cosa importa?

manca del whiskey e la brezza d’estate

e i vicini curiosi

che illuminano le finestre

come fossero dipinte

e una svendita di cose dimenticate al mattino

e poi la tragedia che ci portiamo dentro

ognuno sa il suo, dice le voce,

la tragedia che non sarà mai rivelata

che scava nel petto come un lombrico

che ci rende gentili come una mela nell’ombra.

come te adesso, mentre scrivi con indosso solo le mutande

e questa musica che dà le vertigini a guardarci più a fondo

e quei ragazzi che ridono allegri e bevono lunghi sorsi

e ascoltano dischi come se ancora importasse a qualcuno.

a cosa pensavi mentre scrivevi? a qualcuna che

prenderà le attenzioni e se ne soffierà il naso?

ti spiace se scrivo: perché non ballate?

puoi dire di sì, puoi quello che vuoi…

perché non ballate?

Allodola. Ode all’odi.

Odo un’ode all’ode
Venire dallo sconforto
Di questa umanità sanguigna
Senza ironia negli epitaffi
Allora mi invento un’ode all’odi
Ma distante dal nord geografico
E dalla procincia di Milano
Ma anche umile e tagliente
Lontano dal massimo dei voti
Nessuna lode per quest’ode all’ode
E quando dicesti che tutte le odi
Vengono al pettine prima o poi…
ma tu eri calva
Come le tredici lune di Urano
Io tacqui. Con eleganza. E
Non dissi niente. Né sul mio viso
Trasparì emozione.
Come un’allodola che perduta
Nell’aurosa si spazia
Lo spasmo della scrittura
Svestito il conforto del loden
Nel gelo della realtà puntò
Il dito verso i versi di quest’ode
All’odi come allodola senza loden
O lodi, distante da Lodi, lei allude
Mentre tu, forse, odiando, Adesso, Odi.

Amare, essere felici ed altre inutili teorie sull’esistenza

Pensiero del mattino

Ore 9.00. finestra.

Un uomo felice.

Camminava. No.

Pensava. Ecco.

Un uomo felice

Forse non pensa.

-Per essere felice

Bisogna non pensare.

Diceva Fernando.

Amare è l’eterna innocenza.incalzava.

Ma che vuol dire?

Essere felice. Amare.

Stronzate.

Descrivere ciò

Che per natura è misterioso

E poi assurgerlo a verità

È come farsi dio in terra.

Come dire di esistere non sapendolo.

Come i papi. I preti.

Io ti amo perchè io so di cosa di parlo

Io sono felice perché so riconoscere la felicità

Tu sei un genio perché io so riconoscere il genio e quindi IO sono un genio. Cose così.

Mediocrità al potere. Paura. Supremazia.

Ti amo. Sono felice.

Io dico:

Voler bene. Essere Allegri.

Molto più onesto.

Molto meno egocentrico

Del possedere qualcosa

Che non si può possedere

Ed altre teorie inutili sull’esistenza.

.

Ore 9.15. finestra.

Nessun gabbiano vola

Sulle cime dei monti.

Anche nell’ovvio

C’è una luce di poesia

.

Amare. Essere felici. Fare poesia.

Tre stronzate egocentriche.

Voler bene. Essere allegri. Scrivere di ogni.

Ogni parola totalitarizzante è nemica.

Essere aperti come la scatola di tonno

Quando sei stato sempre digiuno.

Dire l’indicibile con parole sempre nuove

La mia poesia (leggasi scrittura)è un’allegria della morte.

C’è più verità in una risata

Che in tomi di finissima letteratura.

Ma a me questo non importa poi molto

.

Ore 9 40. Finestra.

Non so se sono io la finestra

Con un telaio difronte che mi guarda

.

Sono io a scrivere o la finestra?

Io a scrivere la finestra o la finestra

Si è scritta da sola?

A questo e ad altri interrogativi

Non sapremo mai rispondere

Ma è abbastanza per essere allegri

Anche stamattina.

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