Tarantelle a destra
Tarantelle a sinistra
Ricordo una discussione
Sul cancello delle poste centrali –
Non so perché lo ricordi oggi:
Ad un tratto lei mi mollò uno schiaffo
Sull’orecchio che cominciò a fischiare
Come un altoparlante rotto.
Poco male, ne ho presi e dati di cazzotti
Ma non so perché oggi mi ritorna quella sensazione di pena e di rabbia
Che provai nei suoi confronti
non era riuscita a controllare gli istinti primordiali. Succede.
Non dovrebbe, ma succede.
Tarantelle. In attesa al pronto soccorso
Di mezza Italia per le ragioni più improbabili
Tarantelle con baristi poco educati,
con persone che si sentono davvero molto furbe
Tarantelle al lavaggio dei piatti, ai fornelli
Tarantelle con spacciatori di stazione, con topi d’appartamento, con gente dalla lama facile e
Tarantelle in bicicletta, in piazza, nei centri sociali
Tarantelle con gli sbirri, alle manifestazioni con gli infiltrati, tarantelle sugli autobus, sui traghetti
Ai caselli autostradali. Tarantelle a destra
E tarantelle a sinistra. Eppure siamo ancora qua
A ballare tarantelle. Sempre in equilibrio sopra un piede, bilanciando con le braccia, con la testa.
Con il cazzo.
Sempre e solo tarantelle, certo , sempre allegre a poterle raccontare… L’importtante è mi ripeto, andare oltre. Tarantelle nella testa, nelle giornata di bonaccia, quando tutto pare calmo, nella testa quella vice: :on fermarsi. Danzare e improvvisare, danzare e improvvisare. Finché dura, tarantelle ad ogni latitudine. Tarantelle a destra e a manca.
