Mattino di viaggio
Autobus fra virgolette
Direzione mare
Sculetta la costiera
Come donnina
La vita è accesa
Come un arrivederci
Un sospiro d’arancia
Buccia fresca sul divano
C’è sempre qualcosa
troppo lontano
Da ogni altra cosa.
Mattino di viaggio
Autobus fra virgolette
Direzione mare
Sculetta la costiera
Come donnina
La vita è accesa
Come un arrivederci
Un sospiro d’arancia
Buccia fresca sul divano
C’è sempre qualcosa
troppo lontano
Da ogni altra cosa.
Le barche logorano il fiume
Giorni che pensi a questa frase
Mentre raccogli le fatture non ti hanno saldato
Nello stanzino in vetro della memoria a stato solito. Affaccio parete ovest.
Avanti solo un prato bruciato e poi una valle
Che si scontra sui declivi a pochi chilometri
(Tramonto negato dal dirimpetto cemento).
Diverticoli un ragionamento sulla gioventù
Sulla responsabilità della tua persona fisica e giuridica. Sul fatto di essere uomo e non broncospasmo. Protagonismi dei piccoli paesi
Assomigliano a fuochi di artificio. Esplodono e lasciano una dolce, acre, evanescenza di zolfo. Poco altro. Se non le proprie vite.
Ti dici, fai da bravo, come ti ripeteva Chiara: Fai da bravo.
Ti dici: tieni a bada la lingua ipogea e l’istinto.
So che è difficile. Ma provaci. Anche la poesia si fa volgare come questa inutile scrittura che assomiglia più a un lamento che a ciò che non conosci. E allora sì…
Fai poesia con le incomprensioni
Ti ubriachi. Guidi fino all’arrivo.
Con grande sorpresa, arrivi davvero
Senza pagare dazio né alla vita né al ministero
:Tutto bene? :Tutto bene.
La pelle ancora addosso.
Hanno arrestato degli anarchici stanotte
Diffondevano il messaggio… E altre notizie sconcertanti del mattino.
Fuori il fresco di agosto
Rinfresca senza conoscere nessuno
Funzioni corporali –
una pesca nello stomaco
Fa la ballerina sulla birra.
E nella testa quel valzer di un libro di kundera
Letto in un’estate una trentina di anni fa…
Un due tre – un due tre – un due tre
Un due tre – c’est la valse sans bidet.
Ciò che la vita offre:
Finestre. E radiche di terra
Vrenzoli detti mezzabocca
E umidi incontri di pensieri
Ieri una zanzara. Oggi la spiga
Certo che è Agosto.
Cadute e litigi. Frizioni del sole.
Finché la salute regge
Finché tenera è sera
Finché le pietre fioriscono al mattino
Serva un pensiero azzurro
Lascia uno spazio nuovo
Fuggi gli sbirri e le contravvenzioni.
Oh! cuore nuovo del risveglio…
(Vocativo neoclassico)
Non conosci i segni del tempo
Ma fuori persino i peli del culo
Brizzolano come lucci nella nuova alba.
Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo
L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.
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