Certe volte cado nel tranello della poesia politica. O peggio: di controstato.
Certo, mai moralista come un trilussa e compagniabella graziaddiolaico.
Poi rileggo, mi sorrido come a un povero disgraziato e cancello con tenerezza e vergogna.
Sei così fragile, mi dico.
Poi smetto di vedere le cose come persona e sento le voci come una musica, le pietre diventano occhi e l’allegria ritorna come una carezza. Come una poesia.
