Mastica Mistica Elastica

Mistica sfrontata da ospedale
Minuto di raccoglimento
Signore pelato. Inserviente autoctono.
Avanti statua di padre pio appoggiato. Diversi minuti prega.
Sole alle spalle. ombre lunghe a toccare il cuore.
Noaltri detti sani. Fuori. Preoccupazioni in scala.
Codici bianchi ridacchiano.scherzano.faccia al sole. Pudore diffuso tra i sorrisi.
Vento di montagna. Fresco. Come anguilla
Sul collo si fa carezza. Mentre sole disegna zampette ai confini degli occhi. In scala di giovinezza. Certo. Occhiali da sole. Cartelli e divieti accostati nella prospettiva. Si stringono nella luce come canne. Al vento. certamente.
Eppur si muovono. Diremmo. Piantati come sono
Nel cemento delle urgenze tutte vibrazioni.
Si fa chiarore il cielo delle 19 16. Si fa profumo d’ebra il vento che attraversa i campi e giunge carezzevole alle caviglie. Una dolcezza inaspettata. Ogni volta che accade. Quel giorno che volge a sfinire. Come molledi mutanda sguaiata. Dai guai fuggi forsennato. E. Nel dubbio. La vita.

Ahia La Randa!

Dominavano vette all’orizzonte
Civette
Dominavano alberi nei pressi
Cipressi
Fecero la storia delle gare di sogni in autunno
Nuvolari
Parlammo a Lungo dei sentimenti larghi
E molto della pochezza
Poi la sferzula sul collo
Come catapulta coppina
Ahia! La reltà. Ahia l’umiltà
Santa è la cosa che odora di rosa
Rosa è la santa che spaventa la randa.

INCREDIBILE

Esercizio di coesistenza:
Palmo di pietra riposa
Sul letto del fiume.
Natura folta con picchio
Dove mi colloco nel gioco?
Verdi colli e giallorecchie
Galleggiano nella quarta scopertina.
Tu vedi una valle adesso
E ora? La magia!:
Dimmi dove vai che
Ti dirò dove sei.
Lo so.
È tutto così incredibile.

Tutta la letteratura è immaginata


La letteratura è il parto di una intera società che spinge per venire fuori dal Buco.
Tutta la letteratura è immaginata. Potremmo arrivare a dire che anche la vita lo sia.
Che tu abbia talento o meno ( aspetta, siediti, riempi il bicchiere di acqua e preparati), sei soltanto un buco. In un certo senso più generale, l’arte è sempre collettiva.
Anche quando si è lasciati soli nel deserto, a scrivere, non è che l’assenza o viceversa. È così ridicola questa gara nel caos che l’unica cosa con una parvenza di senso mi pare un incondizionato umorismo. La risata. L’abbandono del corpo, ci ricorda quanto sia piacevole non essere nessuno.
Ad esempio stamattina, mi sono svegliato presto, verso le sei; mi sono lavato la faccia e inforcato le scarpe, sono andato a correre. Al ritorno ho trovato nel letto ancora caldo, un tizio tale e quale a me, ma con meno immaginazione. Allora gli ho messo il dentifricio nelle pantofole, cosparso di olio il pavimento, e disseminato di chiodi la camera. Poi ho urlato: I Tedeschi! I Tedeschiii!
Questi si è catapultato ancora in apnea giù dal letto, è scivolato sull’olio ed ha finito per conficcarsi un chiodo dritto nell’occhio sinistro (Tra gli applausi degli acari paganti).
Quando tra le grosse risate si è rimesso inpiedi, per nulla sorpreso dalla mia presenza, mi ha detto divertito:
Ciao Grande! Ma la storta spettina in finestra?
– Eh?
Puppaloh!

That’s life… Chi la fa, la spettini.

In altro nel ciel

Generi pensieri e scarole
Come fossero turbini di scarico
Ciò che antenni non è ciò che credi –
Dentro. Nel gorgo sano. È la morte.
Coi suoi cento contrappassi
Co disordini semoventi
Coi dildi che puntano substrato
Coi violini virati rossastro del cielo
Coi fulminacci stretti alle caviglie
Giù nel gorgota dove crocifiggi gli alibi
Giù dove solitudine veglia su sbadigli
Non è più distrazione la vita. Certo.
Come quando dici amore
ma con meno residui di quello che credi
Giù nel grog la morte non ha alcun odore
se non di strenuli: Xenon e stenui ridacchi
Disperati come amico che vola il altro nel ciel.

Ravvedimenti

Certe volte cado nel tranello della poesia politica. O peggio: di controstato.
Certo, mai moralista come un trilussa e compagniabella graziaddiolaico.
Poi rileggo, mi sorrido come a un povero disgraziato e cancello con tenerezza e vergogna.
Sei così fragile, mi dico.
Poi smetto di vedere le cose come persona e sento le voci come una musica, le pietre diventano occhi e l’allegria ritorna come una carezza. Come una poesia.

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