crescendo impari che non si chiede
non si domanda permesso
non si sondano i gusti
ti ritrovi a dare quel poco che hai,
senza speranza, senza futuro,
il culo a volte ti tende una mano,
e ti sorride, e qualcuno spartisce,
e si costruiscono cose, così, eterne,
durassero pure due giorni.
Crescendo impari che, altrimenti, vaffanculo.
tutto e niente
la poesia mi ha lasciato
in questa tempesta di segni,
non una luce nell’ombra.
Ogni posto è niente, tra
le cose non hanno nomi,
io sono una cosa sola, e tutte, e
più nessuno dice il mio nome.
Dico di essere tutto,
e di certo lo sono,
poiché mi sento niente,
e certamente lo sono.
