dio

una grotta
uno scrigno
un filo d’erba 
e un cigno
la roccia
prima di franare
la terra
prima di tremare
l’uccello
prima di volare
quanto dio
nell’attimo di un uomo
quanto uomo nell’attimo 
di dio
chiamiamo dio le cose
che non necessitano
alcun nome
un colpo d’occhio
e tutte le cose
abbaiano, come cani rabbiosi
destati dal sonno eterno.

Sulla tristezza

la gente fa di tutto per nascondere la tristezza.
Parlano di pudore, quasi fosse una cattiva azione.
La vita a volte è triste, e questo è tutto.
Siate tristi, dunque, quando è necessario.
Non vergognatevi, 
godetevi il silenzio delle parole perdute.
Domani, o forse tra qualche tempo, sarete meno tristi.
Chiamate le cose con il loro nome, non esistono brutti nomi.
Invitate i demoni affamati a cena e chiedetegli i perché,
e se non dovessero rispondere, potreste sempre ingozzarli
sino a farli scoppiare. Tutti hanno un limite, anche loro.

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