passo giorni a cercare La buona parola.
L’ho cercata anche nel sacro dei bordelli,
là, dove il setaccio è fine, e pure
non vi ho trovato che stanze vuote,
sporche, di un passato ancora caldo.
Tra le lenzuola sporche e impolverate
mi sorprende, ogni volta,
il sonno infernale dei corpi morti,
ed io cado, fino al mattino, come un sasso,
dentro uno stagno di rovi e di miele,
senza una cazzo di parola, non una che mi sia amica.
Fino al mattino.
